Società di capitali e clausola della “roulette russa”

Tribunale di Roma, sen. 19 ottobre 2017, n.19708

Questione

È valida la clausola, cd. della “roulette russa”, che risolve le situazioni di stallo gestionale, determinato dal contrasto tra i due soci con partecipazione paritetica, attribuendo il potere di fissare liberamente il valore delle quote a uno dei due soci, e il potere di decidere chi debba acquistare all’altro?

Soluzione

La clausola che, al fine di risolvere una condizione di stallo gestionale, attribuisce il potere di determinazione del valore di ciascuna quota paritetica a un socio, e il potere di decidere chi debba acquistare la partecipazione totalitaria all’altro, è meritevole di tutela secondo il nostro ordinamento giuridico e non presenta alcun profilo di invalidità.

Argomentazione

La condizione di stallo, con conseguente paralisi decisionale, integrerebbe una causa di scioglimento della compagine; lo scopo perseguito dai contraenti la clausola della “roulette russa”, dunque, è meritevole di tutela poiché volto a salvaguardare il progetto imprenditoriale, e a evitare i costi e le lungaggini della procedura di liquidazione.

Il meccanismo complessivo congegnato dalla clausola, inoltre, esclude che la determinazione del contenuto dell’accordo sia rimessa a un potere di mero arbitrio del socio chiamato a quantificare il prezzo d’acquisto.

Il potere di individuare il prezzo, senza un accordo preventivo sui relativi parametri di quantificazione e senza obbligo di comunicare alla controparte i criteri effettivamente utilizzati, difatti, risulta equilibrato dall’attribuzione a quest’ultima del diritto potestativo di scegliere il compratore.

La quantificazione del prezzo non potrà mai essere svincolata da seri e apprezzabili motivi poiché un’errata valutazione, per eccesso o per difetto, potrebbe ritorcersi contro l’autore, costretto a sopportare un costo di acquisto esagerato o a disfarsi della partecipazione a un prezzo irrisorio.

Il nostro ordinamento societario, peraltro, non riconosce un principio generale di equa valorizzazione della partecipazione, ma apposite discipline di tutela, in relazione a specifici eventi della vita societaria – esclusione, recesso, riscatto, liquidazione – del tutto diversi dalla condizione di stallo.

Il principio di auto-responsabilità e libera disponibilità della propria posizione patrimoniale, pertanto, consente alle parti di affidare l’equilibrio negoziale sia alla predeterminazione di criteri in base ai quali fissare il prezzo di cessione sia al meccanismo prefigurato dalla clausola della “roulette russa”.

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