Avvocati e iscrizione d’ufficio alla gestione separata INPS: Il Tribunale di Cosenza cambia idea

Contrasto nella Sezione Lavoro del Tribunale di Cosenza

Questione

L’avvocato che, nelle annualità antecedenti all’entrata in vigore della riforma previdenziale del 2012, ha versato alla Cassa Forense il solo contributo integrativo, poiché esente per ragioni di reddito dall’obbligo di versamento del contributo soggettivo, era tenuto a iscriversi contemporaneamente alla Gestione Separata dell’INPS?

 

Soluzione del Tribunale di Cosenza, Sen. 21 febbraio 2018, n. 277

L’avvocato non obbligato al versamento del contributo soggettivo alla Cassa Forense, per il mancato raggiungimento del limite di reddito previsto dalla disciplina antecedente alla riforma previdenziale del 2012, era tenuto a iscriversi alla Gestione Separata INPS.

 

Argomentazione del Tribunale di Cosenza, Sen. 21 febbraio 2018, n. 277

La disciplina applicabile prevede l’iscrizione obbligatoria alla gestione separata INPS dei soggetti che esercinato per professione abituale, ancorché non esclusiva, attività di lavoro autonomo non soggette al versamento contributivo a un ente previdenziale di diritto privato.

Nel regime previgente l’entrata in vigore della riforma del 2012, l’avvocato non tenuto al versamento dei contributi in favore della Cassa Forense per ragioni di reddito svolgeva attività non soggetta a contribuzione a favore di un ente previdenziale di diritto privato.

In relazione allo svolgimento di questa attività, dunque, è obbligaroria l’iscrizione alla gestione separata INPS; ciò anche in ragione del principio generale che ha ispirato la riforma pensionistica del 1995, teso ad ampliare l’assoggettamento a contribuzione di qualunque forma di corrispettivo per lavoro autonomo o subordinato.

La funzione stessa della Gestione separata è quella di garantire una copertura previdenziale di carattere residuale per tutti i casi ibridi di redditi che altrimenti non sarebbero assoggetati ad alcuna forma di contribuzione.

Alcun rilievo può essere dato al versamento del cd. contributo integrativo, trattandosi di contribuzione con funzione esclusivamente solidaristica e non utilizzabile ai fini del calcolo della misura della pensione.

Soluzione del Tribunale di Cosenza, Sen. 16 ottobre 2017, n. 1701

L’avvocato non obbligato al versamento del contributo soggettivo alla Cassa Forense, per il mancato raggiungimento del limite di reddito previsto dalla disciplina antecedente alla riforma previdenziale del 2012, non era tenuto a iscriversi alla Gestione Separata INPS.

 

Argomentazione del Tribunale di Cosenza, Sen. 16 ottobre 2017, n. 1701

La disciplina applicabile prevede che siano esclusi dall’obbligo di iscrizione alla gestione separata a) sia i professionisti che svolgono attività per la quale è necessaria l’iscrizione a un albo b) sia i professionisti che svolgono attività non soggetta a versamento contributivo, in base agli statuti e agli ordinamenti dei rispettivi enti previdenziali di diritto privato.

L’avvocato obbligato al versamento del solo contributo integrativo, ma non al versamento del contributo soggettivo, soddisfa entrambi i requisiti poiché a) deve necessariamente iscriversi in un apposito albo professionale e b) svolge attività che la Cassa Forense non assoggetta a contribuzione per ragioni di reddito; rilevando, ai fini di quest’ultimo requisito, il versamento del contributo integrativo, che costituisce un versamento con finalità solidaristiche e non è commisurato al volume di affari.

 

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